UNA DERIVA ANARCOIDE PER RIFONDAZIONE?
L’edizione di martedì diciotto aprile del sito La Sinistra Quotidiana riporta – a firma m.s. – un articolo che fa definitivamente luce su cosa intende, la maggioranza dei sedicenti comunisti iscritti a Rifondazione, quando parla di “comunismo”.
Sotto il titolo «Non è il nostro comunismo», viene tratteggiato un avvenire nel quale si utilizza «il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente» per negare che la società comunista possa essere la meta a cui aspirare.
Scrive l’Admin: «Il comunismo è solo un movimento di donne e uomini che vuole superare questo sistema. Il comunismo usato come “forma di Stato” è, di per sé, una antitesi per antonomasia».
Mi piacerebbe conoscere cosa intenda esattamente, m.s., quando afferma che «il comunismo è società orizzontale o non è. E’ la lenta, progressiva, estinzione dello Stato»: ma di quale Stato va parlando costui?
I maestri del socialismo affermano che la Rivoluzione darà origine al sistema socialista: esso, gradatamente, tenderà a diventare comunista, attraverso l’estinzione spontanea dello Stato che potrà avvenire quando cesserà l’influenza della mentalità borghese negli uomini nuovi.
Supporre che dall’abbattimento del capitalismo nasca direttamente la società senza lotta di classe, escludendo che per arrivare ad essa occorre passare per un periodo più o meno lungo di dittatura del proletariato, significa porsi oggettivamente fuori dal recinto del pensiero marxista-leninista.
Non vorrei prendere posizioni affrettate ma, da quanto si legge da qualche tempo sulla Sinistra Quotidiana, si potrebbe teorizzare il passaggio definitivo del partito ecumenico dalla tradizione marxista – per quanto revisionata in tutte le sue parti – a quella libertaria legata a nomi quali Pëtr Alekseevič Kropotkin e l’italiano Errico Malatesta.
Genova, 29 aprile 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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